La nuova Legge Quadro sulla Cultura si costruisce insieme

La nuova Legge Quadro sulla Cultura si costruisce insieme

30 Aprile 2026

Un percorso aperto, strutturato e costruito nel tempo, che mette al centro il confronto diretto con operatori, istituzioni e territori: è questa la cifra distintiva del lavoro avviato dalla Regione Emilia-Romagna per il varo di una nuova Legge Quadro sulla Cultura. Un’esperienza che, per ampiezza e metodo, si distingue nel panorama nazionale non solo per la portata della riforma, ma per il processo che la sta generando.

Il cammino ha preso avvio con il primo incontro del Forum permanente delle assessore e degli assessori alla cultura dell’Emilia-Romagna, che ha convocato oltre 300 amministratori locali, segnando l’inizio di un processo partecipato ampio e articolato. Il confronto è proseguito con la cabina di regia dell’Hub Cultura e Creatività, quindi con le associazioni di categoria, i sindacati, il Terzo settore e le tante realtà dello Spettacolo dal vivo, nonchè con incontri dedicati a Musei, Bilioteche e Istituti storici. La prossima tappa è in programma il 5 maggio con gli operatori del Cinema e gli Enti partecipati. Il percorso si concluderà con un nuovo Forum degli assessori e delle assessore, momento di sintesi di un lavoro condiviso che tiene insieme territori e visione strategica.

L’obiettivo è arrivare entro la fine dell’anno all’approvazione della prima legge quadro regionale sulla cultura, attraverso un confronto continuo che consenta di costruire un testo condiviso, capace di tenere insieme visione strategica e bisogni concreti del sistema culturale, di rafforzare il rapporto tra Regione ed enti locali e, allo stesso tempo, di semplificare l’impianto normativo e i procedimenti amministrativi, rendendoli più chiari e accessibili per chi opera quotidianamente nel settore.

Un’idea di cultura ampia e dinamica che intende potenziare lo spettacolo dal vivo, il cinema, la musica e la danza, sostenere la filiera del libro e dell’editoria regionale e investire nella promozione della lettura. Accanto a questo, si consolida l’impegno sulla memoria del Novecento, estendendo lo sguardo anche al XIX secolo, con particolare attenzione al Risorgimento e alla nascita del Tricolore, riconosciuti come radici profonde della democrazia italiana.

 

Le ragioni della riforma legislativa: superare frammentazione e disomogeneità

Alla base del percorso c’è l’esigenza di aggiornare un sistema normativo stratificato in oltre vent’anni, per renderlo più coerente, organico e rispondente alle trasformazioni dell’ecosistema culturale regionale, nazionale ed europeo. La normativa attuale, infatti, si è sviluppata per interventi successivi, producendo nel tempo alcune disomogeneità e frammentazioni. Da qui la necessità di una complessiva razionalizzazione, attraverso l’abrogazione delle leggi precedenti e un riordino aggiornato.

Il nuovo impianto normativo nasce dunque con l’obiettivo di:

  • ricondurre a unità le diverse disposizioni,
  • offrire un quadro legislativo più semplice e leggibile,
  • garantire maggiore stabilità agli operatori,
  • rafforzare il ruolo della cultura come diritto e presidio democratico.

Non si tratta solo di un riordino tecnico, ma di una vera ridefinizione della funzione pubblica della cultura, riconosciuta come bene primario, fattore di cittadinanza e leva di sviluppo sociale ed economico.

 

Il metodo: la partecipazione come infrastruttura del processo

Elemento qualificante dell’intero percorso è la scelta di costruire la legge attraverso un confronto diretto e continuativo con il sistema culturale regionale. Gli incontri con gli operatori rappresentano momenti centrali di un processo partecipato strutturato, articolato in consultazioni, restituzioni e fasi di co-progettazione.

Il calendario stesso del percorso evidenzia questa impostazione:

  • una fase pubblica di consultazione fino a maggio
  • il coinvolgimento del Consiglio delle Autonomie locali,
  • il passaggio in Giunta e poi in Assemblea legislativa,
  • fino all’approvazione dei programmi attuativi.

La partecipazione non è dunque solo un principio enunciato, ma una modalità operativa concreta, coerente con l’idea di cultura come “infrastruttura democratica”.

 

Obiettivi e finalità: una visione sistemica e integrata

Il nuovo Testo Unico propone una visione ampia e integrata delle politiche culturali. Tra le finalità principali emergono:

  • il rafforzamento della relazione tra cultura, welfare, educazione e sviluppo economico;
  • la valorizzazione della creatività contemporanea, dell’innovazione e della ricerca artistica;
  • il sostegno alla formazione artistica e professionale;
  • la promozione dell’accessibilità universale e della partecipazione culturale;
  • l’integrazione tra tradizione e nuovi linguaggi.

La cultura viene esplicitamente intesa come diritto universale e bene comune, capace di generare inclusione, coesione sociale e benessere individuale e collettivo.

 

Le modalità: una legge quadro, organica e trasversale

Dal punto di vista strutturale, la legge si presenta come una vera “legge quadro”, articolata in sei titoli che coprono l’intero spettro delle politiche culturali: patrimonio, spettacolo dal vivo, cinema e audiovisivo, promozione culturale, memoria, enti partecipati e strumenti di programmazione.

L’impianto introduce:

  • un approccio unitario a tutte le attività culturali,
  • criteri omogenei per interventi e sostegni,
  • strumenti di programmazione pluriennale,
  • dispositivi di monitoraggio, come l’Osservatorio regionale.

Particolarmente rilevante è l’adozione di una logica “di filiera”, che considera in modo integrato produzione, distribuzione, formazione e fruizione culturale.

 

Le novità per gli operatori dello Spettacolo

Per il comparto dello spettacolo – cuore storico delle politiche culturali regionali – la legge introdurrà innovazioni significative.

Tra le principali:

  • maggiore stabilità nella programmazione in un’ottica di lungo periodo;
  • sostegno alla produzione, distribuzione e circuitazione delle opere;
  • valorizzazione dei nuovi linguaggi e della creatività contemporanea;
  • attenzione alla formazione dei pubblici e all’inclusione;
  • riconoscimento e qualificazione del lavoro artistico e tecnico
  • rigenerazione urbana su base culturale dei Centri culturali polifunzionali. 

Si rafforza inoltre l’intera filiera musicale, con il sostegno alla produzione originale dal vivo, ai talenti emergenti e ai locali come presìdi culturali.

Accanto a questo, vengono promossi:

  • residenze artistiche,
  • reti e coproduzioni,
  • progetti di teatro sociale e pratiche di comunità,
  • programmi di educazione allo spettacolo nelle scuole.

Un insieme di interventi che mira a costruire un ecosistema più solido, inclusivo e competitivo.

  LEGGI QUI  il testo contenente  l’impianto e i contenuti della legge quadro, esposti in forma puntuale e sintetica, in vista della successiva redazione dell’articolato normativo al termine della consultazione.