- Data di pubblicazione
- 06/07/2026
- Ultima modifica
- 06/07/2026
Innovazione e territorio: a WMF la terza tappa di “Un futuro necessario” riflette sull'IA
L'Umanesimo Digitale al centro: La tecnologia sta a fianco delle persone, ma non le sostituisce. L'algoritmo ottimizza i processi tecnici, ma l'idea originaria e il controllo etico rimangono tassativamente umani.
Il legame tra tecnologie avanzate e valorizzazione delle identità locali è stato il fulcro del terzo incontro del ciclo “Un futuro necessario”. L’iniziativa – promossa dal Settore Patrimonio Culturale della Regione Emilia-Romagna insieme ad ART-ER e ai Clust-ER Build, Create e Innovate – è sbarcata sul palco del WMF – We Make The Future per esplorare le nuove frontiere delle Digital Humanities.
Cinque esperti si sono confrontati su progetti concreti (alcuni finanziati dai fondi europei PR-FESR), uniti da un unico principio: l’intelligenza artificiale e il digitale non sostituiscono l’uomo, ma ne potenziano le capacità.
Quattro storie di innovazione applicata
- Gaming e dimore storiche: Martina Gueli (European Historic Houses) ha illustrato il caso del Castello di Palè. Grazie a un “gemello digitale” in 3D , la struttura medievale è stata inserita nei videogiochi per sperimentare la gamification come porta d’accesso virtuale per attrarre nuovi e più giovani pubblici.
- Il Museo diffuso sanitario: Sonia Muzzarelli (AUSL Romagna) ha presentato “La cura attraverso l’arte”, un progetto che riordina e digitalizza 9 secoli di storia della sanità romagnola. Tra le iniziative spicca il corridoio immersivo all’Ospedale di Forlì , che usa luci e immagini per raccontare la storia della salute nei padiglioni storici.
- Artigianato digitale: Massimiliano Fantini (Romagna Tech) ha introdotto Craft Trainer nel distretto calzaturiero di San Mauro Pascoli. Tramite visori multimediali e simulatori, il progetto digitalizza i movimenti e i segreti dei maestri artigiani prossimi alla pensione per facilitare il ricambio generazionale tra i giovani.
- Borghi in 3D: Nicola Bianconcini (Kedos Srl) ha mostrato il funzionamento di EDERA, una piattaforma software proprietaria che permette di esplorare ambienti e monumenti tridimensionali direttamente dal browser web, applicata per far emergere le bellezze nascoste dei territori.
L’Umanesimo Digitale al centro: La tecnologia sta a fianco delle persone ma non le sostituisce. L’algoritmo ottimizza i processi tecnici, ma l’idea originaria e il controllo etico rimangono tassativamente umani.
Una comunità in cammino
A chiudere la sessione è stata Cristina Ambrosini (Responsabile del Settore Patrimonio Culturale della Regione Emilia-Romagna), sottolineando come la Regione accompagni queste visioni con linee guida e bandi mirati.
Queste buone pratiche dimostrano che l’alta qualità dell’innovazione tecnologica è alla portata anche dei territori più piccoli e meno mediatici. La vera scommessa per il futuro sarà capitalizzare questi risultati, portando avanti responsabilmente progetti che hanno nel proprio DNA una naturale replicabilità.