Disponibile l’analisi aggiornata sull’andamento del settore: con oltre 100.000 addetti e una crescita superiore alla media regionale, il comparto creativo si conferma pilastro dell’economia e dell’innovazione sul territorio.
È online il nuovo rapporto dell’Osservatorio Cultura e Creatività, dedicato all’analisi delle Industrie Culturali e Creative (ICC) in Emilia-Romagna. Il documento, frutto della collaborazione tra il Settore Attività culturali, Economia della Cultura e il Settore Patrimonio culturale della Regione, ATER Fondazione e ART-ER, offre una panoramica dettagliata sui dati di settore aggiornati al 2024 e delinea gli scenari previsionali per il biennio 2025-2026.
Il report restituisce l’immagine di un sistema complesso e vitale che, superata la crisi pandemica, ha consolidato la propria posizione all’interno del tessuto produttivo regionale, contribuendo non solo all’innovazione tecnologica ma anche a processi ad alto impatto sociale.
I numeri chiave del sistema produttivo
Nel 2024, le ICC dell’Emilia-Romagna hanno contato 41,3 mila unità locali e un totale di 102,4 mila addetti (pari al 5,7% del totale regionale). Rispetto al 2019, il comparto ha registrato un incremento di circa 11.000 addetti (+12,1%), una crescita significativamente superiore a quella dell’intero sistema produttivo regionale (+7,9%).
A trainare questa dinamica sono i Servizi creativi (informatica, software, progettazione architettonica e comunicazione), che da soli assorbono quasi il 60% degli addetti totali delle ICC regionali.
Spettacolo e Patrimonio: primati e digitalizzazione
Il settore dello spettacolo dal vivo conferma la centralità dell’Emilia-Romagna nel panorama nazionale: nel 2024 la regione si è posizionata al primo posto in Italia per numero di spettacoli ogni 10.000 abitanti, con oltre 23.000 eventi realizzati.
L’analisi mette in risalto anche l’importante evoluzione dei consumi digitali nel sistema bibliotecario: nel 2024 le transazioni online (ebook, quotidiani, audiolibri) hanno superato i 3,36 milioni, evidenziando come la cultura sia sempre più accessibile attraverso nuove modalità di fruizione tecnologica.
Scenari e prospettive future
Le previsioni per il biennio 2025-2026 indicano un trend di crescita moderata ma costante. Il valore aggiunto reale del comparto ICC è stimato in aumento del +1,2% per entrambi gli anni, una velocità di espansione superiore a quella prevista per l’economia regionale complessiva (+0,5% nel 2025 e +1,0% nel 2026).
Il report completo offre approfondimenti mirati su base provinciale, analizzando nel dettaglio le variabili macroeconomiche dell’offerta e della domanda culturale.
L’analisi presenta dati economici consolidati sull’andamento del comparto al 2024 per poi proseguire con un approfondimento inerente specifici sottosettori: lo spettacolo dal vivo, il cinema e l’audiovisivo, i musei, le biblioteche e gli archivi.
Il rapporto si chiude con la presentazione delle dinamiche macroeconomiche previste per il biennio 2025-2026, prima con riferimento all’economia regionale in genere e poi specificamente in relazione all’insieme delle industrie culturali e creative.