A Bruxelles firmata la prima Dichiarazione Comune per rimettere la cultura al centro dell'UE

La Dichiarazione "Europe for Culture - Culture for Europe” si articola attorno a dodici principi cardine che ridefiniscono le priorità dell’Unione, delineando un manifesto comune su cui costruire il proprio futuro.

14 Luglio 2026

Per la prima volta nella storia dell’Unione Europea, le tre principali istituzioni – Parlamento, Consiglio e Commissione UE – hanno unito le forze firmando una dichiarazione politica congiunta interamente dedicata al settore culturale. Intitolato , il documento (siglato ufficialmente a metà giugno 2026) riconosce formalmente la cultura e il patrimonio storico non solo come elementi identitari, ma come pilastri strategici per la democrazia, la coesione sociale e lo sviluppo economico del continente.

Questo storico accordo rappresenta la prima pietra miliare del più ampio “Culture Compass for Europe” (la bussola della cultura), il quadro strategico a lungo termine che guiderà le politiche pubbliche e i finanziamenti europei, in particolare in vista del prossimo bilancio a lungo termine 2028-2034.

I dodici impegni chiave per il futuro creativo europeo

La Dichiarazione si articola attorno a dodici principi cardine che ridefiniscono le priorità dell’Unione. Di seguito i punti centrali del documento:

  • Libertà d’espressione e tutela degli artisti: viene ribadito l’impegno assoluto nel proteggere i professionisti della cultura da censura, intimidazioni e barriere politiche, garantendo la libertà dell’espressione artistica come pietra angolare della democrazia.
  • Diritti sociali e dignità del lavoro: viene posto un forte accento sulla necessità di garantire agli artisti una equa remunerazione, un’adeguata protezione sociale e migliori condizioni di salute e sicurezza sul lavoro, promuovendo anche la contrattazione collettiva e la mobilità transfrontaliera.
  • Inclusione e territori: la cultura deve essere accessibile a tutti, contrastando il divario geografico. L’UE si impegna a promuovere i diritti culturali dei giovani, delle persone con disabilità e dei cittadini che vivono in aree rurali, periferiche o isolate.
  • Umanismo Digitale e Intelligenza Artificiale: in linea con i dibattiti sull’innovazione, l’UE promuove un uso etico, sostenibile e antropocentrico dell’IA. I sistemi algoritmici dovranno favorire la creatività umana senza sostituirla, rispettando il diritto d’autore e migliorando la visibilità e la reperibilità dei contenuti locali ed europei sul web.
  • Patrimonio e clima: la tutela del patrimonio culturale viene strettamente connessa alle sfide del cambiamento climatico e alla gestione delle emergenze, spingendo per un turismo culturale sostenibile che sia rispettoso dei paesaggi e delle comunità locali.

«Investire negli artisti e nel patrimonio culturale significa investire nella nostra democrazia e nei valori che uniscono l’Europa», ha dichiarato la presidenza del Consiglio UE. Una visione condivisa dalla Commissione e dal Parlamento Europeo, che sottolineano come il talento, l’innovazione e la creatività siano una straordinaria fonte di forza geopolitica ed economica per l’intero continente.

Dalla teoria alla pratica: la sfida dell’attuazione

Con questa firma, la cultura smette di essere considerata un settore secondario per diventare una priorità trasversale da integrare in tutte le principali linee d’azione europee (dall’istruzione alle relazioni esterne).

La vera scommessa per i prossimi anni sarà tradurre queste nobili dichiarazioni d’intenti in politiche concrete e, soprattutto, in risorse finanziarie sostenute e mirate all’interno dei prossimi bandi e fondi strutturali europei.

La strada è tracciata: l’Europa della cultura ha finalmente un manifesto comune su cui costruire il proprio domani.