- Data di pubblicazione
- 02/09/2026
- Ultima modifica
- 03/09/2026
In Emilia-Romagna le ICC si confermano motori di sviluppo, innovazione e competitività
Nello scenario difficile di questi anni, valore aggiunto, occupazione e consumi crescono più dell’economia regionale nel suo complesso
In un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche, rallentamento degli scambi e nuove pressioni inflazionistiche, le Industrie Culturali e Creative dell’Emilia-Romagna mostrano una capacità di crescita superiore a quella dell’economia regionale nel suo complesso. È quanto emerge dagli scenari previsionali elaborati da ART-ER in collaborazione con Prometeia, che delineano un settore sempre più centrale per lo sviluppo economico e occupazionale del territorio, pubblicati dall’Osservatorio cultura e creatività.
Con oltre 6,4 miliardi di euro di valore aggiunto e più di 100 mila occupati, le ICC rappresentano oggi una delle componenti più dinamiche dell’economia regionale. Le previsioni indicano che, tra il 2025 e il 2027, il comparto continuerà a espandersi, rafforzando il proprio peso economico e consolidando i livelli di crescita già recuperati dopo la crisi pandemica.
Un comparto che cresce più della media regionale
Nel 2025 il valore aggiunto delle Industrie Culturali e Creative è stimato in aumento dell’1,2%, tre volte il tasso previsto per il complesso dell’economia regionale (+0,4%). A trainare la crescita sono soprattutto i servizi di informatica e programmazione, il cinema e l’audiovisivo, insieme alle attività creative, artistiche e di valorizzazione del patrimonio culturale.
La cultura non rappresenta quindi soltanto un fattore identitario e sociale, ma si conferma un vero e proprio asset economico capace di produrre ricchezza, innovazione e occupazione qualificata.
Nel 2024 le ICC hanno generato il 4,1% del valore aggiunto regionale, con una forte concentrazione nei servizi digitali e tecnologici. Da soli, i servizi di informatica e programmazione producono oltre il 42% del valore aggiunto complessivo del settore, seguiti dall’architettura e ingegneria e dalle attività culturali e creative.
Occupazione in forte espansione
Ancora più rilevante appare la dinamica occupazionale. Nel 2025 le unità di lavoro delle ICC sono stimate in crescita del 5,1%, oltre il doppio rispetto al +2,4% registrato dall’economia regionale.
Il risultato conferma la capacità del settore di creare lavoro anche in una fase caratterizzata da crescita economica contenuta. Le performance migliori riguardano l’informatica e programmazione (+7,1%), il cinema e l’audiovisivo (+7%), le attività creative e culturali (+6,5%) e l’architettura e ingegneria (+4,8%).
Secondo le previsioni, entro il 2027 le Industrie Culturali e Creative avranno incrementato l’occupazione del 18,1% rispetto ai livelli pre-pandemia, a fronte del +7,8% previsto per il totale dell’economia regionale.
Cultura e creatività trainano anche la domanda
Segnali positivi arrivano anche dal lato della domanda. Dopo la frenata del 2024, i consumi delle famiglie destinati a prodotti e servizi culturali e creativi sono tornati a crescere e continueranno a farlo nei prossimi anni.
La spesa delle famiglie per le ICC dovrebbe aumentare dell’1,2% nel 2025, dello 0,7% nel 2026 e dell’1,9% nel 2027, con una dinamica superiore a quella prevista per la media dei consumi regionali.
A sostenere la ripresa sono soprattutto le attività culturali, artistiche e di intrattenimento, che rappresentano oltre la metà della domanda culturale regionale e costituiscono il principale punto di contatto tra cittadini e sistema creativo.
Le sfide della transizione
Il quadro non è però uniforme. Accanto ai comparti più innovativi e in espansione, persistono difficoltà strutturali per alcuni settori tradizionali, in particolare stampa ed editoria, che continuano a risentire della trasformazione digitale e dei cambiamenti nelle abitudini di consumo.
Al contrario, i comparti legati al digitale, ai contenuti audiovisivi, alla progettazione e alle attività creative mostrano una capacità di adattamento e sviluppo decisamente maggiore, confermando come innovazione tecnologica e creatività rappresentino sempre più un binomio strategico per la competitività regionale.
Un motore di sviluppo per l’Emilia-Romagna
Le previsioni indicano con chiarezza una tendenza: tra il 2019 e il 2027 le Industrie Culturali e Creative cresceranno più rapidamente del resto dell’economia regionale sia in termini di valore aggiunto sia di occupazione. Un risultato che conferma il ruolo della cultura non solo come patrimonio da valorizzare, ma come infrastruttura economica capace di generare crescita sostenibile, attrattività territoriale e innovazione.
In Emilia-Romagna la cultura si conferma dunque sempre più un settore produttivo strategico. E i numeri suggeriscono che il suo contributo allo sviluppo regionale è destinato ad aumentare ancora nei prossimi anni.