Verso un Patto Regionale per la lettura: i risultati del primo incontro e le prossime tappe

Dopo la prima giornata di confronto a Bologna, che ha messo a fuoco i bisogni dei Patti locali già attivi, il percorso della Regione Emilia-Romagna prosegue il prossimo giovedì 25 giugno con un focus dedicato ai Comuni che non hanno ancora formalizzato un accordo territoriale.

22 Giugno 2026

Il percorso partecipativo che porterà alla definizione del Patto Regionale per la Lettura della Regione Emilia-Romagna è ufficialmente entrato nel vivo. L’iniziativa, promossa dall’Area Biblioteche e Archivi del Settore Patrimonio Culturale regionale con il supporto operativo di ART-ER, si inserisce nella cornice della Legge nazionale 15/2020 e del Piano Nazionale d’azione per la promozione della lettura 2024-2026. L’obiettivo finale è chiaro: trasformare l’educazione alla lettura in un pilastro del welfare culturale e in un’abitudine sociale diffusa per contrastare la povertà educativa.

Il primo importante passo di questo cammino si è compiuto lo scorso 19 febbraio presso l’Auditorium Biagi di Bologna, in una giornata interamente dedicata all’ascolto dei territori che hanno già all’attivo un Patto locale.

Cosa è emerso dall’incontro di febbraio: i quattro tavoli di lavoro

La giornata di febbraio ha visto la partecipazione di referenti di patti locali provenienti da diverse realtà territoriali ed è stata strutturata attraverso focus group tematici che hanno fatto emergere criticità precise e indicazioni metodologiche:

  • Formazione: la figura del bibliotecario si sta evolvendo verso quella di un “bibliotecario sociale”. Oltre alle competenze biblioteconomiche pure, gli operatori sentono l’esigenza di acquisire soft skills per la facilitazione di reti, competenze di project management e fundraising, e un aggiornamento continuo sui linguaggi digitali (podcast, booktoker) necessari per riavvicinare la fascia adolescenziale, che tende ad allontanarsi dopo il ciclo delle medie.
  • Reti e collaborazioni: è emersa con forza la necessità di finanziare i “processi” e la governance delle reti stabili piuttosto che i singoli progetti una tantum, i quali rischiano di svanire al termine dei bandi. È stata proposta una maggiore integrazione con il settore sociosanitario (reparti di pediatria, consultori) e l’attivazione di accordi quadro sul modello toscano “Leggere Forte” per istituzionalizzare la lettura ad alta voce nelle scuole.
  • Inclusione e accessibilità: i partecipanti hanno evidenziato l’importanza di portare il libro fuori dai contesti tradizionali (carceri, ospedali, strutture socio-assistenziali). Per l’inclusione interculturale e l’aggancio delle comunità con background migratorio, l’uso di metodologie come le “biblioteche viventi” e spazi informali di socializzazione si è rivelato strategico per abbattere le barriere d’accesso.
  • Infanzia e giovani: Se per la fascia 0-6 anni i protocolli nazionali sono consolidati, per gli adolescenti esiste una “zona grigia”. Il tavolo ha raccomandato di creare canali di finanziamento specifici per le scuole medie e superiori, valorizzando le biblioteche come incubatori sociali e investendo sul monitoraggio dell’impatto sociale.

Un’istanza burocratica emersa trasversalmente riguarda la semplificazione amministrativa: molti Comuni hanno sollecitato la Regione a intervenire sui colli di bottiglia normativi, come la necessità di riconoscere formalmente le Unioni di Comuni nei bandi nazionali, evitando di far gravare la progettazione sulle spalle di piccoli enti mono-operatore.

Gli approfondimenti della giornata in questi report.

Prossimo appuntamento: giovedì 25 giugno

Il percorso verso il Patto Regionale prevede ora una nuova fase di interlocuzione. Il prossimo appuntamento si terrà giovedì 25 giugno e si rivolgerà a un target specifico: i Comuni che non hanno ancora sviluppato un patto locale per la lettura.

Questo secondo incontro rappresenterà un momento fondamentale di accompagnamento istituzionale, volto a trasferire le buone pratiche già emerse, analizzare i bisogni dei territori meno strutturati e fornire gli strumenti necessari per ampliare l’ecosistema del libro in tutta l’Emilia-Romagna.