Focus Creatività: in Emilia-Romagna oltre 100.000 addetti. I dati del Report 2026.

Pubblicato il nuovo rapporto dell’Osservatorio Cultura e Creatività: con oltre 100.000 addetti e una crescita costante delle unità di lavoro, le Industrie Culturali e Creative si confermano motore di innovazione e coesione per il territorio regionale.

05 Giugno 2026

Le Industrie Culturali e Creative (ICC) in Emilia-Romagna non sono solo un settore economico, ma un vero e proprio ecosistema in salute che continua a superare i livelli pre-pandemici. È quanto emerge dal Report 2026 dell’Osservatorio Cultura e Creatività, nato dalla collaborazione tra la Regione Emilia-Romagna, ATER Fondazione e ART-ER.

Il documento offre una fotografia nitida di un comparto eterogeneo che, tra servizi creativi, spettacolo, patrimonio e media, contribuisce in modo determinante alla vitalità produttiva della regione.

Alcuni dati socio-economici

Il dato occupazionale è uno dei segnali più forti di vitalità: nel 2024 il sistema ha contato circa 41,3 mila unità locali per un totale di oltre 102.400 addetti. Questo volume rappresenta il 5,7% dell’intera forza lavoro regionale, con una crescita del +12,1% rispetto al 2019, una dinamica decisamente più accelerata rispetto alla media dell’intero sistema produttivo.

A trainare questa espansione sono soprattutto i servizi creativi (informatica, design, architettura e comunicazione), che da soli occupano quasi il 60% del comparto.

Lo spettacolo: l’Emilia-Romagna “palcoscenico d’Italia”

Il settore dello spettacolo dal vivo conferma il trend positivo già avviato negli scorsi anni. Nel 2024 la regione si è attestata come la prima in Italia per numero di spettacoli ogni 10.000 abitanti, con oltre 23.000 rappresentazioni effettuate. Nonostante una lieve flessione nella spesa complessiva, il numero di spettatori rimane solido, superando i 5,3 milioni di presenze.

Anche il cinema tiene bene il passo, posizionando l’Emilia-Romagna come terzo polo nazionale per numero di proiezioni, dietro solo a giganti come Lombardia e Lazio.

Musei e Biblioteche: tra prossimità e digitale

Il report evidenzia la capillarità del patrimonio culturale: il 98% degli abitanti risiede in un comune dotato di biblioteca pubblica. Accanto alla fruizione tradizionale, esplode il digitale: nel 2024 le transazioni digitali (ebook, quotidiani online, audiolibri) hanno superato i 3,36 milioni, raddoppiando i volumi rispetto al 2019.

Il sistema museale, con 545 istituti censiti, vede nel capoluogo bolognese il polo con la maggiore densità, seguito da Parma e Modena, confermando una diffusione omogenea del valore culturale su tutto il territorio.

Scenari 2026: una crescita superiore alla media

Le prospettive per il prossimo biennio sono improntate a un moderato ottimismo. Secondo le previsioni, il valore aggiunto delle ICC emiliano-romagnole dovrebbe crescere del +1,2% nel 2026, una velocità superiore a quella stimata per l’economia regionale nel suo complesso.

Il report integrale è scaricabile sul sito Osservatorio Cultura e Creatività, un progetto curato da Regione Emilia-Romagna, ATER Fondazione e ART-ER