- Data di pubblicazione
- 17/03/2026
- Ultima modifica
- 19/03/2026
Legge Quadro per la Cultura: l’HUB Cultura e Creatività entra nel vivo della consultazione
Dopo il primo passaggio istituzionale con gli Assessori comunali, la Regione Emilia-Romagna incontra gli stakeholder dell’HUB Cultura e Creatività. Obiettivo: una riforma organica che semplifichi 20 leggi di settore entro ottobre 2026.
Il percorso verso la nuova Legge Quadro per la Cultura dell’Emilia-Romagna ha segnato una tappa fondamentale lo scorso 11 marzo 2026. Presso l’Aula Magna di Viale Aldo Moro, si è riunito l’HUB Cultura e Creatività per il suo primo incontro dell’anno. L’appuntamento segue il confronto avvenuto a fine febbraio con gli assessori dei Comuni del territorio, spostando ora l’attenzione sulla consultazione tecnica con gli stakeholder: organizzazioni a supporto del settore culturale e creativo, operatori del settore e alcuni dei cluster regionali (Create, Innovate e Build)
Una riforma per superare la frammentazione
La nuova Legge Quadro si propone come uno strumento di radicale semplificazione: l’obiettivo è accorpare circa 20 leggi regionali stratificate nel tempo in un unico testo innovativo. Come illustrato da Gianni Cottafavi e Cristina Ambrosini (Regione Emilia-Romagna), la riforma non sarà solo un collage normativo, ma introdurrà contenuti aggiornati alle attuali dinamiche europee e ai nuovi bisogni del comparto.
Il cronoprogramma prevede una tabella di marcia serrata: una fase partecipativa (consultazioni con diversi stakeholder, dagli enti locali all’HUB, dalle associazioni di categoria agli operatori), la redazione della proposta e l’approvazione della nuova legge entro fine anno.
L’HUB: una rete eterogenea per policy più efficaci
In questa sfida, il ruolo dell’HUB Cultura e Creatività si rivela un supporto strategico prezioso. Grazie alla sua composizione così eterogenea — che mette allo stesso tavolo intermediari, operatori, esperti e funzionari regionali — l’HUB agisce come un sensore reattivo sulle dinamiche del settore. Questa pluralità di voci permette alla Regione di affinare le policy partendo dall’esperienza di chi lavora quotidianamente sul campo, aiutando a calibrare i futuri bandi su bisogni reali e traducendo le complessità tecnologiche o ambientali in strumenti normativi agili e vicini al territorio.
Verso una programmazione triennale
Una delle novità più attese riguarda la struttura operativa: la legge sarà attuata tramite i programmi triennali, che permetteranno una visione di lungo periodo e criteri unificati per l’erogazione di contributi e sostegni. La Regione ha inoltre precisato che si sta lavorando per rendere le nuove policy compatibili con l’accesso a risorse extra-bilancio (come i Fondi di Coesione) non appena saranno disponibili.
L’incontro si è concluso con l’impegno a mantenere un dialogo aperto e collaborativo, assicurando che la futura legge rispecchi le peculiarità e la forza della rete culturale emiliano-romagnola.