- Data di pubblicazione
- 12/01/2026
- Ultima modifica
- 14/01/2026
Focus Creatività. Orizzonte 2026: la creatività emiliano-romagnola accelera tra sfide globali e nuovi consumi
Le nuove stime dell’Osservatorio Cultura e Creatività
Rubrica mensile Focus Creatività – Le novità dell’Osservatorio Cultura e Creatività

L’Emilia-Romagna si conferma un laboratorio a cielo aperto dove la cultura non solo resiste, ma progetta il domani. Tra stime di crescita del valore aggiunto e un mercato del lavoro in fermento, ecco come le Industrie Culturali e Creative si preparano a vivere il prossimo biennio.
Se il 2024 è stato l’anno della prudenza, il biennio 2025-2026 si annuncia come il tempo del rilancio per il settore culturale e creativo dell’Emilia-Romagna. In un contesto globale segnato da incertezze geopolitiche e venti di “guerra commerciale”, il nostro ecosistema creativo dimostra una vitalità sorprendente, pronta a superare la media regionale.
Un motore che gira più forte della media
Le nuove stime dell’Osservatorio Cultura e Creatività parlano chiaro: dopo il lieve rallentamento del 2024, il valore aggiunto delle ICC emiliano-romagnole è pronto a una sferzata del +1,2% sia nel 2025 che nel 2026. Si tratta di un ritmo più brillante rispetto al resto dell’economia regionale, che si fermerà rispettivamente al +0,5% e +1,0%.
L’esercito della creatività: oltre 100.000 professionisti
Non è solo una questione di fatturato, ma di persone. Nel 2023 le unità di lavoro (che sono misura statistica utilizzata in economia per quantificare il volume di lavoro a tempo pieno svolto in un anno) nelle ICC hanno toccato quota 102,3 mila, rappresentando quasi il 5% dell’intera forza lavoro regionale. La vera notizia, però, riguarda il futuro: entro la fine del 2026, l’occupazione nel settore supererà i livelli pre-pandemia del 16,9%, una performance di gran lunga superiore al +7,1% del totale economia.
A trainare questa “fame di talenti” sono soprattutto l’informatica e le attività artistiche e di intrattenimento, che segnano numeri da record nel recupero dei volumi occupazionali rispetto al 2019.
I consumi: il ritorno della voglia di bellezza
Il lato della domanda ci regala la fotografia più emozionante: la collettività è tornata a “consumare” cultura. Oltre il 53% dei consumi delle famiglie nel comparto ICC si concentra nelle Attività creative, artistiche e di fruizione del patrimonio culturale.
Nonostante l’inflazione morda ancora (con i prezzi dei pacchetti vacanza e dei libri in crescita), la spesa delle famiglie emiliano-romagnole per cinema, musica e spettacoli non si ferma. Anzi, per le attività creative e la fruizione del patrimonio si prevede una crescita dei consumi del +1,8% nel 2025 e del +2,6% nel 2026.
Le sfide: tecnologia e produttività
Non mancano le zone d’ombra. Se l’Architettura vola sopra i livelli pre-Covid, settori storici come la Stampa e l’Editoria soffrono l’impatto dei megatrend tecnologici, faticando a recuperare il terreno perduto nel 2019. Inoltre, il report segnala un divario crescente nella produttività: le unità di lavoro crescono più velocemente del valore aggiunto, ponendo una sfida cruciale per il futuro delle imprese: come trasformare il grande capitale umano in una ricchezza economica sempre più solida?.
L’Emilia-Romagna, con la sua capacità di mescolare saper fare digitale e radici culturali profonde, sembra avere tutte le carte in regola per vincere questa partita. Il viaggio verso il 2026 è appena iniziato.
Il report “Scenari previsionali delle Industrie Culturali e Creative dell’Emilia-Romagna” è scaricabile sul sito Osservatorio Cultura e Creatività della Regione Emilia-Romagna, un progetto curato da ART-ER, Osservatorio dello Spettacolo e Servizio Patrimonio Culturale della Regione Emilia-Romagna per fornire dati qualitativi e report sullo stato dell’arte del settore.